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Riforme: non passa l'emendamento sul Senato elettivo

Dopo la giornata caotica di ieri al Senato, dove sono stati votati solo cinque emendamenti mentre 1400 sono decaduti grazie alla tecnica "canguro", che fa saltare in un colpo solo tutti gli emendamenti simili a quello capostipite bocciato, il premier Renzi non arretra ma va avanti senza timori. "Le riforme non sono il capriccio di un premier autoritario - ha scritto - ma l'unica strada per far uscire l'Italia dalla conservazione, dalla palude, dalla stagnazione".

È stato bocciato, con 117 sì, 171 no e 8 astenuti, un emendamento di Augusto Minzolini che riproponeva il bicameralismo perfetto e l'elezione del Senato a suffragio universale, così come avviene oggi. Nonostante l'emendamento non sia passato Minzolini (Forza Italia) si ritiene soddisfatto per il numero dei sì ottenuti, una percentuale che non permette alla maggioranza di raggiungere i due terzi dei voti necessari ad evitare il referendum, incalzando: "Noi rifiutiamo la proposta di Renzi. Il referendum si può chiedere nei tre mesi successivi e noi lo chiederemo magari all'89/o giorno".

Foto derivata da Archivio fotografico, Senato della Repubblica di fotografico@senato.it (vedi licenza)
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La Redazione

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