Condividi con gli amici
  • gplus
  • pinterest
La Russia dice no ai prodotti agroalimentari italiani

Gli effetti dell’embargo imposto dalla Russia ai prodotti agroalimentari italiani iniziano a farsi sentire con il blocco di interi container di Grana Padano che sono stati rispediti indietro mentre gli importatori russi consigliano di non inviare salumi e sono stati rescissi già diversi contratti per la spedizione di ortofrutta.

Ciò è quanto emerge dal primo monitoraggio della Coldiretti in riferimento agli effetti della decisione della Russia di limitare o bloccare con decreto (anche per un anno) le importazioni agricole dai paesi che hanno adottato sanzioni contro Mosca in risposta al conflitto in Ucraina, con una lista di prodotti che include anche carne di manzo e maiale, pollo, pesce e frutti di mare, latte e latticini, frutta e verdura provenienti da Ue, Usa, Norvegia, Australia e Canada. Non fanno pare della lista gli alcolici e i prodotti per bambini.

Si tratta di un brutto colpo per il Made in Italy dei prodotti alimentari che arriva in un periodo dove la Russia aveva iniziato ad apprezzare considerevolmente la qualità dei prodotti nazionali come, appunto, il Parmigiano Reggiano e il Grano Padano le cui esportazioni sono cresciute a due cifre.

"Le esportazioni di prodotti agroalimentari italiani in Russia nonostante le tensioni sono comunque aumentate dell’uno per cento nel primo quadrimestre del 2014 dopo che lo scorso anno – sottolinea la Coldiretti - avevano raggiunto la cifra record di 706 milioni di euro messi ora a rischio dall’annuncio di sanzioni". Particolarmente a rischio, precisa la Coldiretti, ci sarebbero le spedizioni di ortofrutta che hanno generato un importo di 72 milioni di euro nel 2013, le carni (61 milioni di euro), latte, formaggi e derivati (45 milioni di euro) e in misura minore per il pesce.

Se i danni diretti per il Made in Italy agroalimentare sono stimabili dalla Coldiretti attorno ai duecento milioni di euro, pesanti sarebbero anche quelli indiretti con l’Italia che rischia di diventare mercato di sbocco di quei prodotti comunitari ed extracomunitari ora rifiutati dalla Russia che possono essere spacciati come Made in Italy perché come spiega la Coldiretti "non è sempre obbligatorio indicare la provenienza in etichetta".

Foto derivata da questa foto
Le fotografie appartengono ai rispettivi proprietari. Politica e politici: notizie sulla politica che si fa raccontare non rivendica alcuna paternità e proprietà.
Vi invitiamo a contattarci per richiederne la rimozione qualora autori.

Esprimi il tuo giudizio via Social Network

Autore

La Redazione

La Redazione

La redazione di Politica e Politici ricerca ogni giorno le principali notizie al fine di narrare con cura di particolari gli avvenimenti della politica italiana e non solo.

Commenti

Aggiungi un Commento

Lunghezza massima 2000 caratteri