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Grasso contestato in Senato. Renzi risponde sul voto segreto

Dopo le contestazione di ieri al presidente del Senato che, dopo aver esaminato 920 richieste, aveva detto di ammettere allo scrutinio segreto solo gli emendamenti che riguardano la funzione delle Camere e le minoranze linguistiche, la maggioranza ottiene il contingentamento dei tempi sulle riforme in Senato. Le riforme saranno dunque votate entro l’8 agosto.

L'opposizione non ci sta e decide azioni eclatanti; la minoranza del Movimento 5 stelle, Lega e Sel in primis.

Per il Governo resta ferma il "principio" di un Senato che rappresenti le Regioni e non sia più un organismo politico eletto dai cittadini. Un concetto ribadito dal ministro Maria Elena Boschi, che parla anche di referendum, e dal presidente del Consiglio che conferma con fermezza volontà di andare fino in fondo contro qualsiasi ostruzionismo: "In Italia c’è un gruppo di persone che dice no da sempre, mentre noi senza urlare diciamo 'sì'". E sul voto segreto, Renzi ha detto: "Sarebbe più giusto avere un atteggiamento di serietà e votare alla luce del sole, era la posizione di tutti poi c’è chi ha cambiato idea... ma il voto segreto non mi preoccupa, la maggioranza terrà ma anche se va sotto si va alla Camera e si corregge".

Foto derivata da Archivio fotografico, Senato della Repubblica di fotografico@senato.it (vedi licenza)
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La Redazione

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